27° elemento scoperto
Bario Ba
Numero atomico 56 1772 Carl Wilhelm Scheele 4 minuti di lettura
Nel 1602 un ciabattino bolognese trovò dei sassi che, scaldati, brillavano al buio. Ci vollero due secoli per capire che dentro c'era un metallo mai visto.
Il bario è un metallo alcalino terroso talmente reattivo da non esistere libero in natura e talmente pesante da portarne il nome, che viene dal greco barys. È un elemento che il pubblico incontra quasi sempre in un'unica occasione, sdraiato su un lettino radiologico con un bicchiere di sospensione biancastra in mano, e la ragione per cui quel bicchiere non è letale è una delle lezioni di chimica più eleganti che si possano raccontare.
Storia della scoperta
La storia comincia con una pietra che fa una cosa impossibile. Nel 1602 Vincenzo Casciarolo, ciabattino e alchimista dilettante, raccoglie sul monte Paderno presso Bologna dei ciottoli pesanti e li calcina sperando di cavarne oro; ottiene invece un materiale che, dopo essere stato esposto alla luce, continua a brillare nel buio per ore. La chiamarono pietra di Bologna o lapis solaris, e fu la sensazione scientifica del secolo: intorno al 1612 un gesuita annota di averne visto la luminescenza dimostrata da Galileo in persona.
Era il primo materiale fosforescente artificiale della storia, e nessuno poteva capire perché funzionasse. Oggi sappiamo che la calcinazione trasforma il solfato di bario del minerale in solfuro di bario, e che il bagliore persistente dipende da tracce di rame presenti per caso nella baritina di quella collina, mentre il ferro lo spegne: la stessa pietra raccolta altrove non brilla. La luminescenza dei quadranti, dei cartelli di emergenza e degli schermi discende da questa curiosità bolognese.
Il minerale intanto restava un enigma per i chimici, perché somigliava alla calce ma si comportava diversamente. Nel 1772 Carl Wilhelm Scheele lo analizza e stabilisce che contiene una terra nuova, distinta dalla calce viva, che verrà chiamata barite; Johan Gottlieb Gahn ripete l'analisi due anni dopo e conferma. Scheele arriva fino al confine e non oltre: stabilisce che l'elemento c'è, ma quella terra non si lascia ridurre da nessun fuoco, e per estrarne il metallo non esiste ancora lo strumento adatto.
A sbloccare la situazione è uno strumento che nel 1772 non esisteva. Con la pila di Volta in mano, Humphry Davy sottopone i sali fusi a corrente elettrica e nel 1808 strappa il bario metallico alla sua terra, dopo aver fatto la stessa cosa con sodio, potassio, calcio, magnesio e stronzio nel giro di due anni. Dal 1772 al 1808 la chimica aveva atteso non per mancanza di idee ma per mancanza di energia: nessuna fiamma è abbastanza forte, una corrente sì.
Caratteristiche
Il bario ha due elettroni esterni che cede con estrema facilità e non ne cede mai un numero diverso: nei suoi composti si presenta sempre e soltanto allo stato più due. Il metallo si ossida all'istante all'aria, reagisce vigorosamente con l'acqua liberando idrogeno e va conservato sotto olio, il che ne fa un materiale da laboratorio scomodo e spiega perché lo si incontri quasi esclusivamente sotto forma di sali.
I sali solubili di bario sono violentemente tossici perché lo ione bario ha dimensioni simili a quelle dello ione potassio e ne blocca i canali nelle membrane cellulari: ne seguono debolezza muscolare, crampi, aritmie e, a dosi sufficienti, la paralisi del cuore. Il cloruro di bario è stato a lungo un veleno da romanzo giallo e un rodenticida, e resta una delle intossicazioni da metallo più rapide che la tossicologia conosca.
Eppure c'è un composto di bario che si beve. Il solfato di bario è così poco solubile in acqua che praticamente nessuno ione bario si libera nell'organismo: attraversa il tubo digerente e ne esce com'è entrato. È il caso da manuale in cui la tossicità non appartiene all'elemento ma alla sua disponibilità chimica, e la distanza fra un veleno fulminante e un mezzo diagnostico sta tutta nella costante di solubilità.
Usi e presenza in natura
Su questa insolubilità si regge il pasto baritato. Il bario è pesante e assorbe i raggi X molto più dei tessuti molli, così una sospensione di solfato bevuta o somministrata per clistere disegna sulla lastra il profilo interno dell'esofago, dello stomaco e dell'intestino, che altrimenti sarebbero invisibili. È un esame di radiologia tradizionale in parte soppiantato dall'endoscopia e dalla tomografia, ma ancora in uso per lo studio della deglutizione e del transito.
Il consumo maggiore di baritina non è però in ospedale ma nei pozzi petroliferi, dove il minerale macinato viene aggiunto ai fanghi di perforazione. Serve la sua densità: il fango appesantito esercita sul fondo del pozzo una pressione sufficiente a contrastare quella del giacimento e a impedire l'eruzione incontrollata. Altri impieghi minori sfruttano il colore verde che i sali di bario danno alla fiamma: è il verde dei fuochi d'artificio.
Curiosità
Nel 1987 il bario si trovò al centro della fisica mondiale. L'ossido di ittrio, bario e rame fu il primo superconduttore a funzionare sopra i settantasette kelvin, cioè a una temperatura raggiungibile con il semplice azoto liquido invece che con l'elio costosissimo: da laboratorio d'élite la superconduttività divenne un esperimento da corso universitario, e la scoperta del filone valse il Nobel nel giro di un anno.
La fosforescenza persistente che la pietra di Bologna inaugurò ha impiegato quattro secoli a essere capita fino in fondo. Già nel Seicento il chimico Wilhelm Homberg si accorse per caso che la pietra brillava soltanto se macinata in un mortaio di bronzo e non in uno di ferro, senza poter sapere perché: era il rame del bronzo a fare la differenza, e la spiegazione completa è arrivata soltanto in tempi recenti.
Dati fisico-chimici svela
- Numero atomico
- 56
- Massa atomica
- 137,3277 u
- Categoria
- Metallo alcalino terroso
- Gruppo
- 2
- Periodo
- 6
- Blocco
- s
- Configurazione elettronica
- [Xe] 6s²
- Punto di fusione
- 726,9 °C
- Punto di ebollizione
- 1844,9 °C
- Densità
- 3,51 g/cm³
- Stati di ossidazione
- +2
Posizione nella tavola periodica svela
- Sr Stronzio
- Cs Cesio
- La Lantanio
- Ra Radio
- Ba Bario
Sopra e sotto: stesso gruppo. A sinistra e a destra: stesso periodo.
Struttura atomica svela
Composti principali svela
-
Solfato di bario (baritina) BaSO4
mezzo di contrasto radiologico · appesantente dei fanghi di perforazione
-
Carbonato di bario BaCO3
vetri ottici e ceramiche · rodenticida
-
Nitrato di bario Ba(NO3)2
fuochi d'artificio verdi · segnalatori luminosi
-
Ossido di ittrio, bario e rame YBa2Cu3O7
superconduttore ad alta temperatura
Fonti
- Barium — consultata il 07/09/2026
- Solving the riddle of the glowing stones (Chemistry World) — consultata il 07/09/2026
- Carl Wilhelm Scheele — the Uppsala chemist who discovered oxygen and chlorine — consultata il 07/09/2026
- Humphry Davy — consultata il 07/09/2026