57° elemento scoperto
Neodimio Nd
Numero atomico 60 1841 · Stoccolma, Svezia Carl Gustaf Mosander 4 minuti di lettura
Per quarantaquattro anni il didimio fu un elemento come gli altri, con il suo posto nelle tavole e il suo peso atomico. Poi qualcuno lo guardò allo spettroscopio e ne trovò due.
Il neodimio è l'elemento che tiene insieme il mondo elettrico contemporaneo: la lega di neodimio, ferro e boro fa i magneti permanenti più potenti che si sappiano produrre, e da lì passa ai motori delle automobili elettriche, alle turbine eoliche, agli altoparlanti e ai dischi rigidi. Un magnete da poche decine di grammi solleva mille volte il proprio peso.
Storia della scoperta
Nel 1841 Carl Gustaf Mosander, che due anni prima aveva cavato il lantanio dalla ceria, spinse la separazione un passo più in là e ne ricavò una terza terra. La chiamò didimio, dal greco didymos, «gemello», perché accompagnava il lantanio ovunque e sembrava impossibile da staccargli di dosso.
Il didimio entrò nei manuali come elemento a pieno titolo, con il simbolo Di e un posto nelle prime tavole periodiche. Aveva un colore proprio, un suo spettro di assorbimento e applicazioni pratiche: i vetri al didimio servivano già ai soffiatori per proteggere gli occhi dal giallo del sodio.
I dubbi cominciarono presto. Le righe spettrali del didimio non si comportavano come quelle di un elemento singolo, e nel 1874 Per Teodor Cleve sostenne che ne contenesse almeno due; nel 1879 Lecoq de Boisbaudran ne staccò il samario. Quel che restava continuava a chiamarsi didimio.
La divisione vera la fece Carl Auer von Welsbach a Vienna nel 1885, con cristallizzazioni frazionate ripetute del nitrato doppio di ammonio, portate avanti finché i due sali non si separarono per colore: uno verde, uno rosa. Li chiamò praseodimio, «gemello verde», e neodimio, «gemello nuovo». Il didimio smise di esistere, i manuali dovettero riscrivere una riga, e il nome che gli era stato dato per la sua inseparabilità dal lantanio finì per descrivere la coppia in cui si era diviso.
Il metallo restò a lungo un obiettivo separato. La cronologia di riferimento colloca nel 1901 il primo campione, ottenuto da Wilhelm Muthmann con i suoi collaboratori; altre fonti datano al 1925 il primo neodimio davvero puro, e la produzione su scala industriale arrivò solo negli anni Cinquanta con le resine a scambio ionico, che fecero in poche ore ciò che a von Welsbach costava mesi.
Caratteristiche
In soluzione il neodimio è il consueto ione trivalente dei lantanidi, ma con una particolarità visibile: i suoi sali sono di un rosa-lilla che cambia tonalità secondo la luce che li illumina, perché le righe di assorbimento degli elettroni f sono strette e tagliano lo spettro in punti precisi invece di smorzarlo in modo uniforme.
Il metallo è argenteo e lucente appena tagliato, ma si ossida in fretta: in aria umida si copre di uno strato di ossido che si sfoglia, mettendo a nudo altro metallo da ossidare. È il motivo per cui i magneti al neodimio si vendono sempre rivestiti di nichel, zinco o resina, e per cui, senza rivestimento, si sbriciolano nel giro di stagioni.
Nella crosta terrestre è a 41 parti per milione, quanto il cobalto e più del piombo: la scarsità del neodimio è un fatto di mercato e di geopolitica, non di geologia. Si estrae da monazite e bastnäsite insieme al cerio e al lantanio, e la separazione dagli altri lantanidi resta il passaggio caro.
Usi e presenza in natura
Il magnete Nd₂Fe₁₄B, messo a punto nel 1984 in modo indipendente da General Motors e da Sumitomo, è il più potente prodotto su scala industriale, ed è più economico e più leggero di quelli al samario-cobalto che l'avevano preceduto. Da allora è entrato ovunque serva molta forza in poco spazio: i motori delle automobili elettriche, i generatori delle turbine eoliche, gli altoparlanti delle cuffie, i motori dei dischi rigidi, le chiusure di mille oggetti. Un magnete di questo tipo si attacca a un altro con forza sufficiente a rompere un dito, e va maneggiato con la stessa cautela di un utensile.
Il neodimio drogato nei cristalli di ittrio-alluminio granato fa il laser Nd:YAG, che emette nell'infrarosso intorno ai 1064 nanometri ed è il cavallo da tiro dell'industria: taglia lamiere, salda, incide, e negli impianti di ricerca sulla fusione arriva a energie di megajoule distribuite su decine di fasci. Nei vetri, l'ossido dà quel colore che cambia con l'illuminazione e serve a filtrare la riga gialla del sodio.
Il rovescio di quella diffusione è che il neodimio, una volta dentro un motore o un disco rigido, è difficilissimo da recuperare: sta in leghe sinterizzate, rivestite e incollate dentro assiemi progettati per non essere smontati, e le quote di riciclo restano basse rispetto a quelle dei metalli tradizionali. Ogni turbina eolica di grande taglia ne porta centinaia di chilogrammi, che alla fine della vita dell'impianto qualcuno dovrà tornare a separare.
Curiosità
Il neodimio è l'elemento che ha reso «terre rare» un termine di politica industriale: la domanda di magneti per motori elettrici e turbine ha spostato l'interesse su una filiera che resta concentrata in pochi paesi, e ha reso strategico un metallo che nella crosta è comune quanto il cobalto.
Gli occhiali dei soffiatori di vetro contengono ancora neodimio, ed è lo stesso impiego che aveva il didimio prima che si scoprisse di essere due elementi: l'assorbimento stretto e selettivo taglia la riga gialla del sodio che il vetro incandescente emette, e lascia vedere il pezzo su cui si lavora.
Dati fisico-chimici svela
- Numero atomico
- 60
- Massa atomica
- 144,2423 u
- Categoria
- Lantanide
- Gruppo
- 3
- Periodo
- 6
- Blocco
- f
- Configurazione elettronica
- [Xe] 4f⁴ 6s²
- Punto di fusione
- 1023,9 °C
- Punto di ebollizione
- 3073,9 °C
- Densità
- 7,01 g/cm³
- Stati di ossidazione
- +3
Posizione nella tavola periodica svela
- Y Ittrio
- Pr Praseodimio
- Pm Promezio
- Ac Attinio
- Nd Neodimio
Sopra e sotto: stesso gruppo. A sinistra e a destra: stesso periodo.
Struttura atomica svela
Composti principali svela
-
Lega neodimio-ferro-boro Nd2Fe14B
magneti permanenti · motori elettrici · generatori eolici
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Ossido di neodimio Nd2O3
colorante per vetri · precursore dei magneti · filtri ottici
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Cristallo Nd:YAG Nd:Y3Al5O12
laser industriali · laser medicali · ricerca sulla fusione
Fonti
- Neodymium — consultata il 09/09/2026
- Neodymium — Royal Society of Chemistry — consultata il 09/09/2026
- Didymium — consultata il 09/09/2026